La Musicoterapia e il Terapeuta

Dal Terapeuta

Il suono, il ritmo e la musica in generale hanno un forte impatto sull'uomo: a quanti di voi sarà capitato di rilassarvi ascoltando una canzone o di sentirvi invasi da una particolare energia all'ascolto di una musica dal ritmo veloce?

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Al di là di ciò abbiamo più volte sottolineato come la musica sia usata per spezzare l'isolamento di chi ha un handicap fisico o mentale e sia utile per far sì che quanti abbiano difficoltà di linguaggio possano comunicare con gli altri.

Le sedute cambiano in relazione all'individuo, ma l'approccio è tendenzialmente il medesimo: dalla durata di circa un'ora, la seduta può essere di gruppo o individuale e prevede che il terapeuta esamini le reazioni del paziente all'ascolto della musica.

Acquistata la fiducia, egli cercherà di approcciarsi con lui e di stabilire un contatto reciproco che sarà di grande aiuto per fare in modo che il paziente esprima con maggiore facilità le proprie emozioni.

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Saranno a loro disposizione strumenti per l'esecuzione musicale come tamburi, piano e percussioni attraverso cui il paziente potrà improvvisare la propria melodia; spesso quando il soggetto che si sottopone alla terapia ha problemi di comunicazione o di comprensione, l'approccio comincia proprio con l'esecuzione musicale.

Al paziente è comunque lasciata la scelta della musica.

La musica è anche in grado di stimolare la memoria e i processi fisiologici , di avere effetti calmanti sul paziente e di alleviare stress e dolori; ma spesso e volentieri la musicoterapia si mostra una preziosa alternativa alla comunicazione verbale e il terapeuta è capace di capire lo stato d'animo dell'individuo che ha di fronte grazie alle emozioni che si manifestano nel paziente più che attraverso le parole.